Prototipazione alla MacGyver? Sì, grazie

Eroe televisivo degli anni ’80, MacGyver, armato solo di coltellino svizzero, nastro adesivo ed ingegno, riusciva in ogni puntata a costruire marchingegni infallibili partendo da un mucchietto di rottami, con cui portava a compimento le sue missioni.

È esattamente così che molti startupper immaginano la tanto agognata fase di prototipazione, quell’idilliaco momento in cui il pezzo di tecnologia immaginato per rivoluzionare il mondo prende forma.

La verità, però, è ben altra! Costruire un prototipo vuol dire realizzare qualcosa da zero, senza guida, facile come montare un mobile Ikea senza libretto delle istruzioni.

S’inizia con il progetto fisso in testa (e magari anche su carta) e poi: “ah, ci serve la vite filettata perché i chiodi non vanno bene”, “sì, ma allora abbiamo anche bisogno di un trapano”, “la prossima volta (?!) scegliamo un materiale differente!”, e così via.

Il tutto per arrivare ad un’orrida chimera che si tiene insieme per miracolo e a stento fa ciò che deve fare.

Ma alla fine della giornata la domanda è: ne è valsa la pena? Sì, perché costruire, sporcarsi le mani, fallire e ricominciare sono alla base della scoperta. E anche perché tutto sommato è divertente. Alla fine, vorrete anche bene alla vostra orrida chimera!

TP

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